PROGETTO PEDAGOGICO

Rispettare i tempi di maturazione, dello sviluppo, degli strumenti del fare e del capire, nella piena, lenta, stravagante, lucida e mutevole emersione delle capacità infantili, è una misura di saggezza biologica e culturale”

Loris Malaguzzi


PREMESSA

I servizi della Cooperativa Le Favole vogliono configurarsi come servizi non rivolti a un “bambino” inteso astrattamente, ma a bambini di determinati quartieri, in determinate città e che svolgano una funzione di integrazione dell’educazione familiare.

Il bambino è un soggetto prezioso e complesso, educarlo richiede un impegno costante e un’organizzazione minuziosa e pensata dell’ambiente: richiede anche maturità nello stabilire relazioni con i genitori, senza mai colpevolizzarli, al contrario facendoli sentire più sicuri del loro ruolo, aiutandoli ad osservare i loro bambini e a modificare le loro percezioni sui piccoli, divenendo capaci di comprenderne le potenzialità, di farsi guidare dalle indicazioni dei piccoli, di fornire occasioni di sviluppo con attenzione e rispetto.

Un compito non facile, in cui educatori e genitori devono impegnarsi insieme.

La nostra conoscenza su come i bambini apprendono e si sviluppano si è molto ampliata in questi ultimi anni, grazie agli psicologi che elaborano modi sempre più sofisticati di osservazione e valutazione del comportamento fin dai primi giorni della loro esistenza. Ma la conoscenza da sola non basta, non deve esserci solo la questione educativa, ma anche di sensibilità e reciprocità: è necessario che la relazione con i bambini sia ispirata ad una “comprensione creativa” delle esperienze e dei sentimenti dei piccoli, specialmente nel momento in cui iniziano ad essere separati dai loro genitori.

L’équipe condivide le seguenti parole chiave come linee guida centrali per la qualità del proprio lavoro educativo:

BENESSERE

Parte dalla costruzione di un contesto in cui realizzare buoni ambientamenti/riambientamenti e dove si instaura un clima relazionale “sereno” basato sulla fiducia reciproca tra bambini, famiglie ed educatrici.

  • Un buon ambientamento a tutti i bambini/e nuovi iscritti.
  • Relazioni positive per un rapporto di fiducia bambino/adulto.
  • Relazioni per un rapporto collaborativo e di fiducia tra educatrici e famiglie.
  • Un buon “distacco” dal genitore al mattino.
  • Che bambini e bambine non si spaventino di fronte a figure nuove.
  • Tranquillità e partecipazione nei momenti di gioco e di routines.
  • La capacità di saper riconoscere gli spazi del servizio muovendosi in esso con un comportamento esplorativo.
  • Educatrici riconosciute come punto di riferimento rassicurante.

IDENTITÀ

I bambini sono chiamati spesso per nome durante la giornata, invitati a compiere semplici azioni anche nei confronti dei coetanei (Es. “porta il libro a …”), si verbalizzano, esplicitandole, le azioni che si compiono con il bambino/a, si sottolineano quelle che sta facendo lo stesso bambino/a, si pone attenzione agli indumenti e agli oggetti personali.

Tutto ciò per:

  • riconoscere se stessi e gli altri/e
  • riconoscere ed individuare gli spazi, in modo particolare quelli personali contrassegnati da foto (armadietti, letti, spazio tovaglioli e spazio asciugamano)

Inoltre, la mattina, si fa l’appello, o “ gioco del chi c’è e chi non c’è”.

AUTONOMIA

Favorire autonomia da un punto di vista emotivo ed affettivo, rendendo il bambino progressivamente meno dipendente dall’adulto di riferimento in modo tale che inizi a riferirsi non solamente all’educatrice, ma anche ai coetanei.

Ciò implica il sollecitare e valorizzare tutte le conquiste relative a:

  • Deambulazione sempre più sicura, controllo dei movimenti in relazione allo spazio.
  • Stare seduti correttamente sulla sedia.
  • Uso “competente” di cucchiaio e bicchiere al pranzo.
  • Lavarsi e asciugarsi le mani da soli.
  • Fare i primi tentativi di vestirsi/svestirsi da soli.

1. FINALITA’

Il nido è un’istituzione educativa che non accoglie solo il bambino ma anche i suoi genitori con i quali si cerca di costruire una relazione significativa di conoscenza e fiducia reciproca, affinchè sia garantito un clima di benessere fisico ed emotivo per tutti i soggetti coinvolti (bambini, genitori, educatrici). E’ importante creare con le famiglie un’alleanza educativa efficace per affrontare e gestire insieme i complessi processi di separazione, individuazione e acquisizione dell'autonomia.

Ogni bambino ha un incontro con il nido che si configura come un’esperienza complessa e singolare durante la quale si creano nuovi legami con altri bambini e adulti, per questo viene posta costante attenzione e rispetto nei confronti delle caratteristiche e bisogni del singolo per poter garantire a tutti la partecipazione alla vita di gruppo e che ogni bambino/a possa emergere con la sua personalità perché il nido contribuisce a costruire l’identità sociale di ogni bambino, determinando il suo futuro rapporto con gli altri e con il mondo che lo circonda. Il dialogo e il confronto sono utilizzati dalle educatrici come strumenti di relazione e comunicazione che aiutano i bambini a sviluppare una dimensione sociale equilibrata. Tutto ciò con un constante rispetto dei tempi, un ascolto attivo e interventi non anticipativi e sostitutivi.

Durante i primi anni di vita del bambino/a sono importanti adeguate cure sul piano del benessere psicofisico e relazionale. Il nido concretizza ciò partendo dall’ambiente gradevole e sicuro, all’interno del quale vengono proposte attività e percorsi educativi per coinvolgere e stimolare le diverse aree di sviluppo, nel rispetto delle loro potenzialità cognitive, emotive-sociali e motorie. E’ importante, inoltre, dedicare tempi e spazi all’attività di libera esplorazione, rispettando il loro bisogno di crescere sperimentando e giocando in autonomia. L’ambiente educativo predispone occasioni di esperienza che prevedono molteplici modalità d’accesso, legate a diversi stili cognitivi.

All’interno di questo percorso viene sostenuta e promossa l’autonomia fisica ed emotiva di ogni bambino, in relazione anche al suo bisogno di dipendenza ancora abbastanza forte in questa età. Il nido partecipa alla costruzione dell’identità, offrendo un ambiente di vita in cui l’organizzazione dei tempi, degli spazi e dei materiali e la presenza e l’atteggiamento degli adulti che comunicano attese positive e di fiducia, facilitano l’agire e il mettersi alla prova.

Ogni bambino compie un processo evolutivo in cui l’esperienza del mondo interno ed esterno, strettamente intrecciati, risulta fondamentale per sviluppare la consapevolezza della propria identità che parte da sé-stesso e giunge alla consapevolezza di sé come soggetto in relazione ad un “gruppo”. Rispettando gli stili cognitivi individuali e creando occasioni di gioco e dialogo orientate alla condivisione e alla costruzione di codici comuni, il nido promuove l’elaborazione interna delle esperienze, vissute individualmente e in gruppo.

2. PROGETTAZIONE ED ORGANIZZAZIONE EDUCATIVA DEL SERVIZIO

MODELLO ORGANIZZATIVO

L’orario e il mansionario di ogni struttura vengono definiti dal gruppo operativo e variano in base al numero e all’età dei bambini.

Le educatrici, oltre ad avere i titoli idonei, hanno anche una grande esperienza diretta con la routine che si sviluppa nei servizi e quindi sono in grado di ricoprire le mansioni che dovranno di volta in volta affrontare.

Tutti i servizi della Cooperativa Le Favole sono attivi dal 1° Settembre al 31 Luglio dal Lunedì al Venerdì con orario 7.30 / 17. Annualmente viene scelto un servizio che effettui il prolungamento fino alle ore 18.

Le educatrici possono svolgere i quattro turni stabiliti (7.30-13.30 / 9-15/ 11-17/ 15-18) ma sono anche disponibili all’orario spezzato venendo incontro alle esigenze sulle quali si modula il servizio. Questa organizzazione dei turni, oltre ad essere già sperimentata, presenta anche la caratteristica di far lavorare insieme le persone, creando spirito di gruppo e coesione.

STABILIRE UNO SCOPO COMUNE. L’atmosfera del servizio dipende in gran parte dal modo in cui lo staff lavora nel suo insieme e dallo stile di gestione dei responsabili, specialmente se esiste un’intesa espressa chiaramente sugli obiettivi del servizio offerti ai bambini e ai genitori.

Inoltre dietro all’operato quotidiano del servizio c’è la politica educativa delle autorità locali.

IL PERSONALE

La coordinatrice pedagogica è Elvira Geraci, presidente della Cooperativa Le Favole, che affianca la pedagogista del Comune in un lavoro di co-gestione e programmazione partecipata.

Il compito della coordinatrice è quello d’incrementare gli aspetti piacevoli nell’accudire i bambini e aiutare a minimizzare le tensioni inevitabili. Ha la duplice funzione di assicurare la qualità del lavoro e di offrire una base per lo sviluppo del personale. Il valore della supervisione deve essere capito ed accettato dall’intero gruppo e il tempo dedicato a questo scopo deve essere salvaguardato con decisione.

Un’organizzazione efficace è essenziale affinché lo staff possa lavorare insieme armoniosamente. La coordinatrice può trovare difficoltà a ritagliare tempo per garantire la supervisione ad ogni operatrice, tempi che vanno invece sempre programmati e stabiliti, cercando di non cadere in un rapporto che risponda ad emergenze improvvise; si ritiene infatti opportuno che l’educatrice discuta il contrattempo in un successivo momento di supervisione piuttosto che aspetti l’immediata risposta della coordinatrice stessa. Il numero delle educatrici è definito sulla base del rapporto numerico educatori/bambini medio previsto dalla normativa regionale e contrattuale vigente.

Le educatrici s’incontrano per valutare la propria attività educativa per modificare e ri-progettare il contesto a seconda delle esigenze che cambiano. Sempre nel collettivo si possono programmare le attività di ciascuna struttura, le occasioni nelle quali coinvolgere i genitori (feste, rappresentazioni…), le attività da concordare con altri servizi (con gli anziani……).

21 CRITERI E MODALITA’ DI ORGANIZZAZIONE DEL CONTESTO EDUCATIVO

SPAZIO

Lo spazio è uno dei primi elementi con cui il bambino interagisce entrando al nido, è possibile aiutarlo nella comprensione delle diverse funzioni che gli ambienti offrono facendolo sentire a suo agio e attivo al suo interno.

La peculiarità delle strutture della Cooperativa è quella di essere sviluppate all’interno di appartamenti che ripropongono in maniera simile ma non uguale l’ambiente domestico, dove i bambini si sentono a loro agio avendo spazi su misura per loro e si muovono con naturalezza ritrovando alcuni elementi presenti nelle proprie abitazioni.

L’ambiente in cui accogliamo i bambini riflette una visione e un significato del rapporto educativo ed è pensato come luogo di relazioni e bisogni. La scelta è di presentare un ambiente ordinato, senza troppi giochi esposti ma collocati in appositi contenitori in modo da poter dare ai bambini la possibilità di strutturare assieme alle educatrici la loro attività quotidiana e lo spazio. Questo permette ai bambini di sentirsi a loro agio e di vivere il nido non in maniera confusa ma di migliorarlo ed apprezzarlo perché è all’interno di esso che fanno nuove esperienze e raggiungono autonomie e conquiste, sempre osservati o guidati dalle educatrici che mettono un po’ di fantasia nell’accompagnarli durante questo percorso. L’organizzazione dello spazio favorisce e sostiene la molteplicità e la qualità delle relazioni, valorizzando la dimensione del piccolo gruppo.

Gli spazi esterni presenti in ogni struttura sono progettati e proposti come opportunità che ampliano le possibilità relazionali ed esplorative offrendo situazioni di gioco particolari.

Il nido presenta angoli/spazi differenziati per diversificare le attività:

  • Ingresso / zona dell’accoglienza, dove le educatrici accolgono la coppia genitore / bambino riservando ad ognuno un momento di intimità durante il quale salutarsi e prepararsi ad iniziare la giornata in modo sereno; sono presenti gli armadietti e gli attaccapanni personalizzati.
  • Soggiorno, dove si sviluppa il momento del pranzo e delle attività espressive e dove in determinati momenti si lascia spazio al gioco libero; sono presenti tavoli seggioloni e seggiole a misura di bambino.
  • angolo morbido, dove viene favorito il movimento fisico individuale e di gruppo, proposti momenti di canto o riposo dedicati al racconto e alla lettura, o momenti di rilassamento; sono presenti materassi cuscini e poltroncine morbide.
  • angolo del gioco simbolico, dove si trovano cucina, bambolotti, attrezzi da lavoro,travestimenti etc…. Sempre in questa zona è presente uno specchio che permette ai bambini di osservarsi e studiarsi.
  • Stanza della nanna, dove ogni bambino ha il suo letto facilmente riconoscibile e nel quale può trovare i propri oggetti transizionali.
  • Bagno, dove si trovano un fasciatoio e i sanitari a misura di bambino.

TEMPI

Le routine scandiscono i tempi e i ritmi della giornata; si ricerca costantemente di rendere il più possibile compatibili i tempi individuali con i tempi istituzionali.

Accoglienza, pranzo, sonno, cambio sono momenti di rapporto individualizzato adulto/bambino, soprattutto durante la fase d’ambientamento e i primi mesi di frequenza.

Queste routine sono un’importante occasione di scambi e di costruzioni di relazioni fra adulto/bambino e fra bambino/bambino, non che momenti ricchi di significati emotivi ed affettivi e di comunicazione verbale e/o mimico-gestuale.

Caratteristica fondamentale del servizio offerto alle famiglie è la FLESSIBILITA’ degli orari che viene applicata per cercare di andare incontro alle esigenze di ogni famiglia. L’orario di ingresso è libero, si chiede semplicemente, se il bambino è assente , di avvisare entro le ore 9:00 per poter gestire al meglio i tempi del gruppo e i turni delle educatrici.

Giornata tipo:

  • 7.30/9.00 accoglienza. E’ un momento importante, il bambino è condotto dal genitore e affidato all’educatrice. Il distacco è un momento delicato e deve avvenire rispettando i tempi del bambino ma anche quelli del genitore
  • 9.00/10.00 attività e cambi a bisogno. Le attività vengono svolte per circa un’ora e al termine di esse c’è il compito di riordinare che coinvolge anche il bambino. Il momento dei cambi viene vissuto con delicatezza e tranquillità
  • 11.00/12.00 momento del pranzo tutti assieme con la presenza delle educatrici
  • 12.00/13.00 lavaggio delle manine e cambio dei pannolini
  • 13.00/15.00 sonno
  • 15.00 merenda
  • 15.30 cambio dei pannolini
  • 15.30/16.30 dimissioni e giochi finali
  • 16.30/18.00 prolungamento del servizio

La suddivisione regolare dei vari momenti della giornata, (entrata, uscita, pasto, cambio, sonno), costituisce per il bambino una fonte di sicurezza e gli permette di trovare punti di riferimento stabili e di calarsi in un contesto temporale riconoscibile e prevedibile. La ripetizione quotidiana delle routine affina nei bambini l’esercizio della memoria e facilita l’apprendimento di regole temporali significative legate all’esperienza diretta.

Il bambino apprende in ogni momento della giornata: quando mangia, quando gioca, quando usa i servizi igienici. Il tempo è tutto educativo e non è possibile lasciare alla casualità l’organizzazione della risposta ai suoi bisogni primari.

  • Accettazioni e dimissioni.

Il distacco avviene nella zona accoglienza; esso, come il ricongiungimento, è uno dei momenti più delicati della giornata in cui le emozioni giocano un ruolo fondamentale. L’educatrice accoglie il bambino e lo invita a salutare i propri compagni e il genitore instaurando con lui un rapporto di tipo diretto e affettuoso, questo per rasserenarlo e aiutarlo a cominciare positivamente la sua giornata. Il passaggio da una situazione all’altra, cioè da quella famigliare a quella educativa, richiede strategie e rituali abitudinali e personali, e una specifica attenzione ai tempi di ogni bambino e di ogni genitore.

  • Attività guidate e giochi negli spazi destinati ad esse.

Le attività sono proposte con diversi metodi e affrontano temi differenti e vengono svolte nella maggior parte dei casi durante la mattinata tra le 9.30 e le 11.00, prima del pranzo.

  • Pranzo.

Il momento del pasto, rispetto alle altre routine, è più ricco di regole come quella di stare seduti, mangiare con le posate…; esso ricopre un importante ruolo educativo specialmente per i bambini più grandi che sono coinvolti direttamente nel ruolo dei “camerieri” e che vivono il pranzo in maniera conviviale e relazionale, sia con il gruppo che con le educatrici.

  • Uso dei servizi igienici.

In questo momento si crea una relazione esclusiva del bambino con l’educatrice, la quale può instaurare un rapporto più intimo e confidenziale, dedicandogli maggiori attenzioni; è finalizzato anche a favorire una sua progressiva autonomia. I bambini più grandi sono chiamati uno ad uno e partecipano attivamente, riconoscono la propria foto dov’è riposta la carta con cui asciugare le manine e la portano all’educatrice che li aiuta.

  • Nanna

Per garantire un sonno tranquillo tutti i giorni prima della nanna vengono rispettati dei rituali comuni quali ascoltare musica rilassante a basso volume o una favola;

queste esigenze sono di diverso tipo per ogni bambino ma il rispetto delle abitudini e delle singole esigenze crea in loro una sensazione di piacevole fiducia permettendogli di affidarsi totalmente alle educatrici.

Ogni bambino è invitato a riconoscere il proprio lettino e a stendersi autonomamente poi l’educatrice passa a coprirli uno alla volta consegnando i ciucci e augurando la buonanotte.

Dimissioni.

Diverse sono le manifestazioni dei bambini nell’incontro con il genitore. Ognuno di loro viene osservato e l’educatrice accoglie la sua modalità evolvendola in un momento positivo.

Se è vero che le routine sono utili per il percorso di crescita del singolo bambino, è d’altra parte necessario far sì che non diventino stereotipi rigidi, fini a sé stessi e non più funzionali ai bisogni.

RELAZIONI

Un contesto educativo si qualifica come tale quando si propone come luogo di relazioni significative, intenzionalmente pensato per far sperimentare ai bambini un clima di benessere dove possono sviluppare senso di sicurezza, fiducia ed autostima.

Le relazioni tra educatrici sono stabilite su criteri pedagogici condivisi e vengono valutate sulla loro efficacia educativa e comunicativa. Rispettando un progetto comune ogni educatrice può personalizzare l’approccio e il tipo di contatto con i singoli bambini, accogliendo il loro bisogno di dipendenza e cercando di orientarli all’autonomia. Le educatrici possono avere stili diversi ma coerenti facendo sì che ogni bambino si avvicini con serenità a situazioni e persone nuove, esplorando tutto ciò che comporta il microcosmo del nido. In un buon contesto relazionale vi è la comprensione delle difficoltà e delle ansie da separazione del bambino alle quali si cerca di rispondere in maniera significativa tenendo conto del bisogno primario di dipendenza-autonomia.

Anche i bambini sono differenti tra loro e vengono orientati all’interazione con i coetanei o con gli adulti ed aiutati nella comprensione di sentimenti ed emozioni. I rapporti con i coetanei sono osservati e talvolta mediati dalle educatrici, sia quelli col piccolo gruppo, dove avviene un’interazione tra pari, che in quelli individuali durante i quali si può anche verificare un rapporto di tipo conflittuale. Il conflitto viene considerato necessario alla socializzazione infantile e gestito attraverso la negoziazione ed il dialogo. E’importante proporre numerose attività di gruppo in cui i bambini possono sperimentare la collaborazione in modo da creare un gruppo affiatato ed unito.

Durante la fase dell’ambientamento (che viene stabilita insieme alla famiglia in un incontro apposito dove i genitori raccontano i ritmi del loro bambino e le loro esigenze lavorative ed organizzative) il bambino viene seguito dall’educatrice di riferimento. Di norma servono due settimane per l’ambientamento e per il progressivo conoscere della giornata. Il genitore rimane in struttura il tempo necessario affinché il bambino sia tranquillo e possa vivere serenamente il distacco. Non si possono conoscere i tempi precisi necessari poiché ogni bambino reagisce diversamente ed è quindi possibile dover rivedere quanto precedentemente pianificato. Durante la prima settimana si arriva a mangiare insieme al gruppo bambini mentre nella seconda settimana si vive maggiormente la fase pomeridiana all’asilo. Solo durante la terza settimana si tenta di far vivere al bambino la giornata quasi a regime pieno.

Curiamo particolarmente questa fase che viene preparata meticolosamente con i preziosi suggerimenti dei genitori sulle preferenze ed abitudini del bambino. Il momento del cambio viene effettuato dalla madre con l’educatrice in osservazione e solo in un secondo momento sarà l’educatrice stessa ad affrontare questa delicata fase di contatto con il bambino.

L’ambiente ridotto e domestico, la presenza rilassata di un componente famigliare in struttura per il tempo necessario e i bambini in continuità sono i punti di forza per questa fase.

PROPOSTE EDUCATIVE

Le attività educative all’interno del servizio hanno come obiettivo la formazione della personalità di ogni bambino, ma, al contempo, devono stimolare lo scambio di esperienze, l’incontro e il confronto con gli altri, cioè la maturazione sociale.

Nei primi anni di vita l’intelligenza del bambino si manifesta attraverso le attività ludiche, pratiche e manipolative. Tutte le attività educative devono essere espresse in forma ludica, per stimolare l’interesse del bambino e renderlo partecipe.

L’osservazione, diretta e quotidiana, nei momenti di cura e gioco consente alle insegnanti di conoscere le strategie e le relazioni che i bambini attuano.


Le proposte di attività e materiali devono tener conto degli interessi dei bambini; le educatrici ne favoriscono l’approccio mediante un atteggiamento di sostegno (Es.: attraverso sguardi, parole, contatti corporei); si aspetta che i bambini autonomamente avviino le modalità di azione e di sperimentazione, si sollecita e rilancia il gioco senza sostituirsi a loro.

L’attenzione per l’ascolto e l’individualità di ogni bambino trova nelle routine un momento privilegiato.

In ogni momento della giornata le educatrici sollecitano e aspettano le risposte dei singoli bambini attente a sostenere e costruire una comunicazione significativa a livello relazionale e cognitivo. La comunicazione e la relazione tra i bambini sono favorite dalle attività in piccolo gruppo, dall’utilizzo di strumenti mediatori (personaggi fantastici, gioco dell’appello) e dalla connotazione degli spazi e oggetti individuali (borsa, libro, sedia, letto ecc.).

Tenendo conto delle diverse capacità, ai bambini è richiesto il rispetto di piccole regole attraverso la continua mediazione con l’educatrice, per aiutarli a conoscere i limiti del proprio “essere” quindi a percepirsi nella realtà che li circonda.

L’attività di lettura individuale, o in piccolo gruppo, del diario fotografico e album della famiglia, sostiene il processo di memorizzazione, rielaborazione delle esperienze e delle emozioni vissute, attraverso la mediazione verbale dell’educatrice.

Di norma, i giochi/attività organizzati si svolgono nella parte centrale del mattino (9.30/10.30).

Le attività educative che possono essere proposte nei primi tre anni di vita si possono suddividere in:

  • Espressive/figurative, con colori a dito, pennarelli, spugne, carta e cartoncino di vario spessore per consentire a bambini/e di esprimersi con tecniche diverse ed usare creativamente i materiali.
  • Psicomotorie per sviluppare il coordinamento motorio(ad es. percorsi, canzoni mimate, filastrocche, attività di incastro, impilare, srotolare, infilare…) per sviluppare inventiva e creatività, per favorire esperienze inconsuete, per misurarsi con le cose e con se stessi.
  • Simboliche, utilizzando soprattutto gli angoli strutturati (cucina, travestimenti, bambole…), per favorire la rappresentazione simbolica e il gioco del “far finta di…”.
  • Musicali, con strumenti etnici, bottiglie e barattoli sonori, carta pasquale…per esercitare la capacità di ascolto, produrre suoni e rumori, anche con l’ausilio di oggetti e materiali di uso comune, rendersi conto della varietà e molteplicità di suoni e rumori, sia naturali che artificiali.

L’adulto predispone ed arricchisce il contesto di gioco, in base alle esigenze del gruppo; l’adulto osserva e interviene su richiesta o in caso di conflitto, mediando/negoziando la situazione. L’adulto favorisce le relazioni fra coetanei e il contenimento emotivo, ad es. di fronte ad eventuali riluttanze a proposte di gioco/attività.

2.2 CRITERI E MODALITA’ DI RELAZIONE E PARTECIPAZIONE DELLE FAMIGLIE E RAPPORTO CON IL TERRITORIO

RELAZIONI CON LE FAMIGLIE

Le educatrici di struttura insieme alla Coordinatrice pedagogica incontrano le famiglie in varie occasioni durante l’anno scolastico.

  1. incontro di sezione collettivo, dopo l’uscita delle graduatorie comunali, dove le educatrici e la Coordinatrice Pedagogica presentano alle famiglie il servizio prendendo visione insieme a loro del regolamento di struttura;
  2. colloquio pre inserimento dove si riceve in struttura la famiglia e si stabiliscono modalità e tempi dell’ambientamento;
  3. colloquio post inserimento dove si restituisce alla famiglia il percorso effettuato dal bambino fino a quel momento;
  4. incontro di sezione collettivo, prima delle Vacanze Pasquali, dove vengono mostrati filmati che raccontano la vita di sezione e le routine giornaliere. In questa riunione le educatrici e la Coordinatrice pedagogica discutono dell’andamento del gruppo, raccontano i percorsi educativi che si stanno affrontando e rispondono ad eventuali dubbi sorti.
  5. colloquio di fine percorso dove le educatrici consegnano alla famiglia una breve relazione sull’esperienza del loro bambino/ a al Nido e consegnano loro la “valigetta” con gli elaborati e il diario fotografico.

Alle famiglie viene inoltre data piena disponibilità ad incontrare in qualsiasi momento dell’anno sia le educatrici che la coordinatrice pedagogica.

I nostri servizi offrono inoltre alle famiglie momenti informali di incontro come le merende organizzate nel periodo di Natale, Pasqua e fine anno, durante le quali sono invitati a partecipare tutti i componenti delle famiglie.

Queste merende sono importanti perché danno l’opportunità di conoscersi meglio in una situazione informale e di festa, dove i bambini interagiscono con gli adulti e creano, coinvolgendoli, situazioni di gioco guidati dalle educatrici. Il risultato nel corso degli anni è sempre stato ottimo, si affiata il gruppo dei genitori e s’instaura un forte legame con le educatrici e la struttura viene vissuta attivamente, divenendo luogo di incontro e di svago.

RAPPORTO CON IL TERRITORIO

Un altro valore aggiunto che riteniamo importante per la qualità del servizio e il benessere del gruppo educativo è la programmazione di una serie di uscite nel territorio . Attraverso ciò anche il passeggiare e l’osservare il paesaggio assume un valore educativo e aiuta i bambini a relazionarsi al territorio, sentendosi a proprio agio nel vivere la città e i suoi spazi.

Grazie

Una volta l’anno viene anche organizzata una gita con tutte le altre strutture della cooperativa presso una fattoria didattica durante la quale i bambini sono coinvolti in prima persona nella scoperta della natura, degli animali a loro tante volte visivamente sconosciuti e dell’ambiente, attraverso laboratori realizzati da esperti sempre sotto la guida delle educatrici che li accompagnano in questa avventura. Il bello di riunire diverse strutture sta anche nel mettere in relazione bambini di diversi gruppi educativi che si trovano a giocare e condividere la nuova esperienza tra loro, conoscendosi e osservandosi.

Visto che ogni servizio si differenzia dagli altri perché sorge in un territorio che lo arricchisce e lo caratterizza, diventa importante creare una relazione con i vari attori sociali che si prendono cura del bambino. Comune, Cooperative Sociali, Ausl, centri per famiglie, biblioteche e servizi per l'infanzia, collaborano insieme per promuovere una cultura dell'infanzia condivisa, dove il bambino trova una sua collocazione in una comunità educante che lo riconosce e lo accoglie. Tra i vari progetti che il servizio segue con altri attori sociali ci preme sottolineare:

Progetto continuità

Ogni anno molti bambini/e passano alla Scuola dell’Infanzia dopo aver fatto una importante esperienza al nido. Riteniamo pertanto opportuno che tale esperienza non sia fine a se stessa ma rappresenti un momento importante della vita del bambino/a, che deve essere richiamato alla memoria negli anni successivi.

Le educatrici si attivano attraverso progetti in collaborazione con le scuole dell'infanzia paritarie e statali per accompagnare i bambini uscenti a conoscere la scuola dell’infanzia del proprio quartiere.

I progetti di continuità racchiudono la globalità dell’offerta formativa all’infanzia e offrono occasioni per verificare, progettare e ripensare le proposte didattiche. Saranno queste esperienze condivise a creare un ponte tra tutti i servizi, i quali nel tempo, vedranno lo stesso bambino come un protagonista capace di lasciare una traccia di sé e di ritrovare un filo conduttore nell'esperienza scolastica, grazie agli adulti che lo accompagnano.

Nati per la Musica

NPM è un progetto nazionale promosso dalle biblioteche in collaborazione con i pediatri, sostiene l'intento di proporre musica in maniera ludica e non occasionale fin dai primi mesi di vita del bambino e incentivare esperienze musicali significative nel rispetto dei tempi e dei ritmi di apprendimento dei bambini.

Nati per Leggere

NPL è un progetto nazionale promosso dalle biblioteche in collaborazione con i pediatri, sostiene l'intento di promuovere la lettura ad alta voce ai bambini di età compresa dai 6 mesi ai 6 anni e avvicinare il bambino e l'adulto all'universo dei libri e della narrazione nel rispetto dei tempi e dei ritmi di apprendimento dei bambini

CRITERI E MODALITA’ DI FUNZIONAMENTO DEL GRUPPO EDUCATIVO

Le educatrici s’incontrano per valutare la propria attività educativa, per modificare e ri-progettare il contesto a seconda delle esigenze che cambiano.

Nel collettivo di struttura si programmano le attività, le occasioni nelle quali coinvolgere i genitori (feste, riunioni…), le attività da concordare con altri servizi

I canali d’informazione quotidiana sono pianificati e conosciuti da ciascun educatore. Si utilizza una specie di “diario di bordo”, dove sono riportati gli avvenimenti da annotare.

Sono previsti regolari momenti d’incontro con i genitori, questi momenti costituiscono un’occasione di confronto tra adulti.

L’osservazione quotidiana nei momenti di cura e di gioco permette alle educatrici una conoscenza più approfondita dei bambini, delle strategie che mettono in atto nella loro attività quotidiana per conoscere il mondo che li circonda. Le educatrici utilizzano l’osservazione quale strumento quotidiano di lavoro;

Poiché si ritiene che l’osservazione sia strumento privilegiato di una buona progettazione educativa si utilizzano delle griglie di lavoro già disponibili o da costruire insieme per organizzare un percorso osservativo utile alla pratica educativa.

Le esperienze vengono inoltre documentate attraverso l’utilizzo di:

  • Foto, video, pannelli alle pareti, su attività singole o di gruppo.
  • Osservazioni periodiche scritte (molto sintetiche) sui comportamenti di bambini/e in situazioni specifiche (Es.: durante attività guidate) e trascrizione delle “parole” dei bambini/e.
  • Costruzione dell’album personale.

Su richiesta delle educatrici di struttura può essere attivata anche un osservazione “fuori campo”. Chiamiamo così un periodo di osservazione ( su un singolo bambino o su delle dinamiche di gruppo o sulla gestione delle routine) effettuato da un educatrice esterna che lavora in un altro servizio ugualmente gestito dalla Cooperativa. Questo risulta estremamente utile sia per chi osserva che in questa maniera opera una auto valutazione e viene contaminata osservando le modalità di gestione di una collega che per chi viene osservato che può ricevere un interpretazione del proprio operato da un punto di vista esterno mai giudicante.

E’ abitudine dei servizi gestiti dalla Coop Sociale “Le Favole “ riunirsi un giorno alla settimana, a chiusura del servizio, per svolgere un collettivo. Al collettivo potrà partecipare anche la coordinatrice pedagogica.

Il collettivo è lo strumento per definire il progetto educativo in base alle indicazioni delle coordinatrici pedagogiche e per valutarlo e ricalibrarlo nel corso dell’anno.

Dalla progettazione annuale, a carattere generale, la verifica periodica consente di estrapolare e specificare gli elementi di progettazioni bimensili o trimestrali.

Un sistema che a noi piace, per controllare la qualità di un servizio, è l’utilizzo delle riunioni; di seguito elenchiamo alcune tipologie di riunioni che possono essere utili, soprattutto se si decide di verbalizzarle e poi si procede a distribuire il verbale stesso a tutti i partecipanti.

ASSEMBLEA GENERALE: genitori dei bambini, coordinatori pedagogici, personale educativo. Si riunisce, di norma, due volte l’anno.

COLLETTIVO DI STRUTTURA: tutte le educatrici del servizio si riuniscono una volta a settimana e una volta al mese o su richiesta partecipa anche la coordinatrice pedagogica.

COLLETTIVO GENERALE: tutte le educatrici della Coop che operano nei nostri servizi si riuniscono una volta ogni tre mesi per scambiarsi impressioni, consigli, fatiche nella gestione delle dinamiche del proprio gruppo o nelle relazione con le famiglie.

RIUNIONE REFERENTI: a richiesta, o comunque due tre volte l’anno si riuniscono le referenti dei servizi gestiti dalla Cooperativa per definire i criteri generali che regolano le strutture: il calendario, il regolamento, la festa di fine anno e le modalità di osservazione e documentazione.

Sicuramente la qualità che un servizio esprime dipende anche dall’aggiornamento delle competenze che riesce ad offrire al suo personale.

Per questo le educatrici partecipano alla formazione organizzata annualmente dal Comune e ad incontro formativi specifici organizzati internamente.

2.4 VALUTAZIONE

valutazione è strettamente legata all'accrescimento della qualità dei singoli servizi e all’identità pedagogica del servizio stesso. Per questo valutare la qualità del progetto pedagogico di un servizio vuol dire riflettere insieme su come ad un livello pratico il progetto pedagogico si cala e si traduce in azioni concrete. costruito dal gruppo coordinamento pedagogico provinciale CPP.

Inoltre, per aiutarci nel processo di auto valutazione del nostro operato, consegniamo annualmente alle famiglie un questionario di gradimento da compilare in forma anonima.

Il gruppo di lavoro